Be Brave, letteralmente “sii coraggiosa”. Il nuovo format di Lua Body, uno spazio in cui possiamo parlare di corpi, di pelle, di paure (e superarle).
Be Brave, una raccolta di storie di corpi coraggiosi, di persone che hanno trovato la forza di parlare delle proprie debolezze, spogliandosi di ogni vergogna.
La storia di oggi è quella di Mapy Suarez, content creator e non solo!
Ciao Mapy, benvenuta a Be Brave! Ti andrebbe di presentarti ai lettori di Lua Body?
Ciao Paola, grazie per l’invito, sono felicissima di partecipare a Be Brave! Io sono Mapy, in realtà mi chiamo Maria Paola e sono una content creator.
Mi sono diplomata in fashion design ho sempre avuto una passione per le cose belle, mi sono sempre considerata un’esteta e ho voluto tradurre questa mia passione con la creazione di contenuti. Il mio percorso è iniziato per caso.
Fotografavo le cose più semplici, come un mazzo di fiori, una tazzina di caffè, o una colazione vista mare.
Pian piano sono stata contattata da alcune agenzie per la creazione di contenuti social.Ho iniziato a lavorare per alcuni brand e pian piano questo è diventato non solo un passatempo, ma anche un lavoro. Posso definirlo un lavoro?
Ma certo che puoi! Su cosa si concentra il tuo account oggi?
Sul mio account ho sempre mostrato i miei outfit per corpi curvy. Fino a qualche anno fa pesavo molto di più e, nonostante i miei chili, mi piaceva proporre degli outfit che magari le persone della mia taglia non avrebbero indossato.
Intanto sono diventata dipendente di H&M, dove lavoro tutt’ora. E questa è stata una grande opportunità per me, riuscivo a trovare sempre l’ispirazione e riuscivo a consigliare dei look ai clienti. In negozio e sui social, sono diventata un punto di riferimento, le persone mi chiedono consigli perché si sentono capite.
Credo sia una cosa meravigliosa, devi esserne molto fiera!
Nel corso di tutti questi anni, come hai vissuto il rapporto con il tuo corpo? Com’è evoluto? Com’è cambiato? Quali sono stati i pensieri magari più negativi e poi quelli più positivi che poi ti hanno spinto a farti trovare la motivazione per intraprendere il tuo percorso per questa perdita di peso importante?
Come ti dicevo, essendomi diplomata in fashion design, per tutta la vita sognato vestiti che avevo visto solo sulle passerelle. Mi ero talmente annoiata di dover indossare i soliti capi che l’industria della moda proponeva per le taglie curvy che a un certo punto ho iniziato anche disegnare i miei vestiti e farmeli cucire.
Non ne potevo più di quei capi larghi e informi!
Poi, quando ho iniziato la dieta nel 2018, nei camerini la mia motivazione era alle stelle. Vedere che ogni settimana potevo indossare più vestiti, che una gonna o un top scollato potevano davvero valorizzarmi.
Col tempo ho anche capito che tanti complessi erano solo nella mia testa. Ci saranno sempre commenti positivi o negativi. Ma quando sono riuscita a liberare me stessa da quella trappola mentale, mi sono sentita rinata!
La voglia di vestirmi come avevo sempre desiderato a un certo punto è stata più forte di tutto il resto!
Qual è la difficoltà più grande che hai riscontrato quando hai intrapreso il tuo percorso di dimagrimento?
La difficoltà più grande è la costanza, la seconda è dover sopportare il parere degli altri.
Le opinioni non richieste sul tuo percorso, i « consigli » da tuttologi improvvisati, se avessi ascoltato i commenti di tutti, non avrei mai perso 50 kg.
Non ho dovuto solo imparare a gestire il mio rapporto col cibo, ho dovuto anche imparare a non ascoltare le persone intorno a me.
Se dovessi dare un consiglio ai nostri lettori magari a qualcuno che vuole intraprendere un percorso di dimagrimento, quale sarebbe?
Innanzitutto quando inizi un percorso di nutrizione ti devi rivolgere a degli esperti. Quello che posso consigliare che è di dare il tempo alle diete, ai nutrizionisti, ai dietologi di fare il loro lavoro.
Il problema più grande è che noi donne spesso vogliamo tutto e subito.
Io ho saputo aspettare, la frase che più mi rappresenta è « tutto arriva se sai aspettare » perché io ci ho impiegato sei anni per cambiare la mia vita per perdere i 50 kg e non ho finito e nonostante io sia stanca so che dovrò ancora continuare.
Datevi una pacca sulla spalla anche quando sbagliate, andate avanti imparate ad avere fiducia di voi stessi e del vostro percorso e anche degli specialisti a cui vi rivolgete.
Se durante il percorso riscontrate delle difficoltà, è normale. Non sarà un processo lineare.
Ci saranno alti, bassi, e tanti cambiamenti in corso d’opera.
Se non riuscite a fare qualcosa, non abbiate paura di rivolgervi a specialisti, terapisti, possiamo farcela tutti col giusto supporto. Anche questo significa “Be brave”!
Questo messaggio è pieno di speranza e infonde una grande fiducia. Credo che farà molto piacere ai lettori di Be Brave leggere le tue parole! Essendo una content creator sei esposta sui social, ricevi tanti commenti e sicuramente tanti messaggi. Ci sono stati dei commenti che ti hanno motivata oppure degli altri commenti che ti hanno profondamente ferito e demoralizzato?
Fortunatamente è raro che abbia ricevuto commenti negativi perché i miei follower sono sempre stati molto di supporto, quindi mi hanno sempre riempito di commenti positivi, sempre molto carini, certo, ho ricevuto anche commenti cattivi e tante volte hanno preso di mira proprio i miei « punti deboli » ma un ho sempre ricevuto tanto amore e supporto, quindi riuscivo ad quei messaggi pieni di cattiveria.
Mapy, adesso invece ho un’altra domanda, su un argomento un po’ particolare. Ci hai parlato del tuo percorso di dimagrimento che ti ha portato a perdere 50 kg, della tua motivazione, della tua grande forza di volontà. Ci sono dei preconcetti che vogliamo sdoganare sul dimagrimento?
Ma certo, innanzitutto voglio dire con fierezza che dopo aver perso 50 kg, avevo il desiderio, ormai realizzato, di sottopormi ad un intervento di chirurgia estetica.
Qualcuno magari storcerà il naso, ma prima di giudicare, lasciatemi spiegare.
Un’alimentazione sana e la palestra mi hanno cambiato la vita, io ho ottenuto dei grandi risultati, ho lavorato duro, sono diventata forte e ho scoperto il piacere di allenarmi.
Ma non possiamo cambiare proprio tutto, la mia perdita di peso importante aveva lasciato dei segni, avevo un eccesso di pelle e non sarebbe mai andato via con la palestra oppure con le creme.
Sinceramente, dopo tanti sforzi e dopo un percorso cosi bello, il mio sogno era quello di piacermi. quindi mi sono sottoposta a questo intervento, il « mommy makeover » e convivo con una cicatrice, che però mi fa ricordare tutti gli sforzi e tutto il dolore.
In quella cicatrice c’è la mia rinascita.
Sono dell’idea che con la volontà e la costanza possiamo raggiungere tutti gli obiettivi, ma tante volte i nostri obiettivi sono influenzati da standard di bellezza innaturali. Non c’è niente di male nel volerli raggiungere, ma non possiamo cadere nel senso di colpa per non riuscirci da soli.
Ad oggi, io sono felice del mio intervento che è stato complementare al mio grande sforzo.
Grazie per averci ricordato che non possiamo controllare tutto. È importante considerare tutti i fattori che portano a un risultato e ti ringrazio per la tua trasparenza. Domanda un po’ a bruciapelo, senza riflettere troppo. Come cambia la vita quando perdi 50 kg?
Mentirei se ti dicessi che la vita non cambia, io sento di aver iniziato a vivere a 30 anni. Essere un’adolescente obesa è una ferita che pian piano sto rimarginando. Ho sofferto tantissimo, ero chiusa nelle mie insicurezze.
Oggi riesco a relazionarmi meglio con le persone, anche con i colleghi a lavoro, con un partner, con tutti.
Oggi sono sicura di me ed è il più grande cambiamento che si possa avere!
Allo stesso tempo ci sono delle cose che non cambieranno mai.
Ricordo che per me era umiliante quando mi dicevano di sedermi sul sediolo davanti in macchina, mi sentivo ferita. Oppure in aereo, quando dovevo chiedere il prolungamento per le cinture di sicurezza. Non possono semplicemente fare delle cinture più lunghe?
Oggi, magari al contrario, ricevo dei commenti sul mio corpo che mi danno ugualmente fastidio. Ho indossato un vestito la scorsa settimana per un reel, uno dei commenti è stato « Tu puoi indossarlo perché hai il seno piccolo ».
In quel momento ho realizzato che la nostra società non può fare a meno di commentare i corpi.
Capisco che molte volte non c’è cattiveria, ma purtroppo i commenti sul corpo non hanno mai un impatto positivo e le persone non se ne rendono conto.
Viviamo ancora in una società grassofobica, purtroppo. Credi che ci sono stati dei miglioramenti?
Assolutamente si, la strada è lunga ma io vedo dei miglioramenti.
Oggi i brand si impegnano per fare linee per vestire taglie molto piccole anche molto grandi.
Quando ho fatto il mio primo colloquio da H&M, una delle multinazionali più inclusive, a mio parere, avevo paura di non essere assunta per la mia forma fisica. Le risorse umane mi sorrisero e mi dissero che loro avevano una linea chiamata « Big is Beautiful » .
In quel momento mi sono sentita parte di qualcosa, la moda non è solo « Il diavolo veste Prada »
Tra i tanti passi avanti, a volte sento che ci sono anche dei grandi passi indietro, delle contraddizioni.
Il bisogno asfissiante e massacrante di dover dimagrire. Un’ossessione per il corpo magro. Potremmo parlare per ore della questione Ozempic…
Effettivamente potremmo parlare per ore dei modelli che ci vengono proposti e di questi standard tossici. Mapy, la nostra intervista sta per concludersi, io voglio ringraziarti e farti un’ultima domanda. Dopo questo percorso, c’è qualcosa che hai imparato su di te?
Ho imparato a prendermi cura di me sempre e comunque, ho capito che questo è un lavoro costante, in realtà le persone pensano che io sia giunta alla fine di questo percorso, ma io sono solo all’inizio.
Ho imparato quanto è importante prendersi cura di se stessi, con un’alimentazione sana, con la palestra, con una body routine e con la disciplina.
Ad oggi il mio addome è ancora gonfio a causa dell’intervento, devo fare molti massaggi linfodrenanti con creme specifiche.
Posso dire che sono diventati la mia parte preferita della giornata?
Ritagliarmi un momento solo per me e prendermi cura del mio corpo mi fa sentire bene, come se mi concedessi una coccola!
È proprio cosi, la body routine è la nostra coccola quotidiana! Mapy, ti ringrazio per aver partecipato a Be Brave, ti abbraccio forte!
Grazie a te, Paola! Un bacio forte a tutti i lettori di Be Brave!
Articolo scritto da Paola De Nicola e Mapy Suarez