Grassofobia: tra pregiudizio e aspettative irrealistiche

Grassofobia: tra pregiudizio e aspettative irrealistiche

Mentre guardavo le Olimpiadi comodamente sul divano, ho capito una cosa: la nostra società sente la necessità di commentare i corpi delle donne. In qualsiasi occasione.
Atlete olimpiche incolpate di non essere “in perfetta forma”, talenti mondiali che si allenano dalle cinque alle sei volte a settimana e che seguono regimi alimentari per prepararsi ai giochi olimpici, che a noi però non sembrano abbastanza perfette o abbastanza magre. Stiamo parlando di grassofobia.

Disclaimer: questo articolo vuole aprirvi gli occhi su una questione che (forse) vi tormenta!

Ancora oggi la magrezza rappresenta un’ossessione della nostra società. Questa ossessione culturale ha dato origine a un fenomeno preoccupante: la grassofobia. Ma cos’è esattamente la grassofobia, e come possiamo proteggerci?

La grassofobia: un pregiudizio radicato

La grassofobia è una forma di stigmatizzazione basata sul peso, che si manifesta attraverso pregiudizi, stereotipi e discirminazioni nei confronti delle persone in sovrappeso o obese.
Nonostante tutti i discorsi di accettazione e di “Body Positivity”, non riusciamo a non desiderare di essere magri.
La grassofobia intacca ogni aspetto della nostra società, dal mondo del lavoro ai rapporti personali, dalle relazioni ai media. Ma da dove nasce questa intolleranza irrazionale al grasso?

Gli stereotipi più diffusi

La grassofobia si nutre di stereotipi profondamente radicati. Siamo cresciuti in una società in cui le persone grasse sono considerate automaticamente pigre, prive di autodisciplina e poco sane.
Associamo la pigrizia al grasso, tendiamo a credere che le persone grasse si “lasciano andare” e che questa condizione sia tutta colpa loro.
Questi pregiudizi non solo sono falsi, ma sono anche dannosi, poiché semplificano l’intera essenza di una persona al suo aspetto fisico, ignorando il contesto, la genetica, la salute mentale e molti altri fattori che influenzano il peso.

Ma perché siamo così ossessionati dalla magrezza?

Culturalmente la magrezza è stata associata all’autocontrollo, al benessere e al bello. I media moderni, tuttavia, hanno amplificato questi ideali, presentando la magrezza come sinonimo di successo, felicità e desiderabilità. La magrezza è un obiettivo, e so che (forse) anche tu hai avuto la sensazione di dover “aspettare” di essere felice, lo sarai stata solo una volta entrata in quel paio di pantaloni. Mi sbaglio?
La moda, la pubblicità e l’industria del fitness hanno contribuito a creare un mercato in cui la magrezza è venduta come una merce preziosa, alimentando insicurezze e pressioni sociali.

In realtà, la grassofobia ha plasmato anche il mondo in cui viviamo, dai negozi di abbigliamento che non sono inclusivi con le taglie più grandi, ai sedili degli aerei troppo piccoli o alle cinture di sicurezza non abbastanza lunghe. Se vuoi altri esempi, ti consiglio di leggere questo articolo, clicca qui!

Insomma, tutto quello che ci circonda ci spinge a desiderare di essere magri!

Dimagrire non significa raggiungere il corpo dei sogni

In questo contesto, molti si convincono che dimagrire sia la chiave per ottenere il “corpo dei sogni”. Tuttavia, questa convinzione è un’illusione pericolosa. Dimagrire non garantisce necessariamente la felicità o l’accettazione sociale. Spesso, chi perde peso scopre che il proprio corpo non corrisponde comunque agli standard irrealistici di bellezza promossi dalla società. Inoltre, il focus ossessivo sulla perdita di peso può portare a problemi di salute mentale, come disturbi alimentari e dismorfia corporea.

Vi descrivo un esempio concreto, quest’anno alle Olimpiadi abbiamo visto centinaia di atleti, i migliori talenti sportivi del mondo, ognuno con le proprie caratteristiche fisiche.
Ogni atleta ha la sua fisicità, le proprie unicità e non possiamo insinuare che un atleta olimpico non sia abbastanza disciplinato.

Le “pilates girls” di Instagram ci hanno distorto la percezione dello sport? O forse lo hanno fatto le Kardashian? Abbiamo associato un corpo magro ad avocado toast e pilates reformer? Sicuramente.

Ritrovare atleti olimpici con fisicità diverse da quelle che vediamo sui nostri feed Instagram dovrebbe farci aprire gli occhi e farci accettare che ognuno di noi è unico, diverso e con delle caratteristiche genetiche che non possiamo cambiare.

Allerta verità scomoda: se non hai un vitino da vespa e un sedere rotondo, non sarai mai una perfetta clessidra. E va bene così!

Come combattere la grassofobia partendo da sé stessi

La grassofobia non è solo un problema esterno, spesso la interiorizziamo, diventando i nostri peggiori critici. Allora, come possiamo combatterla?

Pratica l’auto-accettazione: Trattati con la stessa gentilezza e rispetto che riserveresti a un amico. Ricorda che il tuo valore non dipende dal numero sulla bilancia o dai cm del tuo girovita.

Sfida gli stereotipi: Informati e metti in discussione i pregiudizi che hai interiorizzato. Non tutti i corpi rispondono agli stessi trattamenti, e la salute non è un concetto universale. Così come la bellezza.
Rifiuta un unico esempio di corpo standard, non sei un manichino.

Non lasciarti influenzare dei media: Sii consapevole di come i media influenzano la tua percezione del corpo. Segui account e contenuti che promuovono la diversità e l’inclusività. Inoltre, limita il tempo che “scrolli” su Instagram e TikTok.

Focalizzati sul benessere, non sul peso: Concentrati su come ti senti piuttosto che su come appari. Il benessere mentale e fisico è molto più importante dell’aspetto esteriore. Prenditi cura del tuo corpo per una sensazione di benessere, per sentirti più leggera e meno gonfia, senza pensare necessariamente all’aspetto fisico.

Circondati di persone positive: Coltiva relazioni che ti supportano e ti accettano per ciò che sei, non per come appari. Evita chi ha sempre un commento “toxic” da fare.

Spero che questo articolo ti abbia fatto capire che la grassofobia è una trappola culturale e che potresti esserne una vittima e ricorda che ogni corpo merita di essere rispettato e amato per ciò che è.
Lua Body è qui per celebrare questa diversità e per supportarti nel tuo viaggio verso l’accettazione, esattamente come sei.

Articolo scritto da Paola De Nicola

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